sabato 17 aprile 2010

Sinite parvulos

Per festeggiare la recente uscita in Italia del nono e la prossima in Germania del decimo volume della "Storia criminale del Cristianesimo" di Karlheinz Deschner la Chiesa Cattolica ha voluto rendere omaggio al grande storico tedesco fornendogli il materiale per un'ampia appendice se non per un imprevisto undicesimo tomo. La discutibile e stravagante applicazione fatta dal clero mondiale del precetto contenuto nel vangelo di Marco 9,42 "sinite parvulos venire ad me" nei confronti di minori indifesi e a volte handicappati giustifica un processo, se non giudiziario che in molti, troppi paesi non avverrà mai, almeno storico. Ovviamente la formidabile macchina da guerra vaticana ha già iniziato a sparare bordate contro questa eventualità, rovesciando con la solita ipocrisia di sempre i ruoli e cercando di far apparire i carnefici come vittime e le vittime come carnefici. Ed eccola lanciarsi in spericolate accuse di complottismo e con il vescovo di Grosseto, Giacomo Babini, che evidentemente preferisce la grappa all'acqua durante la celebrazione della messa, giunge addirittura a definire lo scandalo della pedofilia " un attacco sionista, visto la potenza e la raffinatezza" mentre due parassiti dello Stato Italiano, i "principi della Chiesa (dei poveri)" Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco, seguiti dalla solita canea di parlamentari, giungono a mettere sullo stesso piano pedofilia ed omosessualità e a liquidare la faccenda come un vergognoso attacco alla figura dell'angelico Ratzinger. Vedremo come l'"angelico" Ratzinger abbia da sempre protetto gli autori di tali misfatti, e come lui lo abbia fatto buona parte dei suoi predecessori, rovesciando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, il detto di Gesù agli apostoli (Matteo 10,16) " vi mando come pecore tra i lupi" in un più cogente, riferito alla struttura consolidata della Chiesa, " vi mando come lupi tra le pecore".
Dacchè è cessata l'usanza dei monasteri misti e da quando agli ordini femminili è stato vietato di gestire bordelli e di praticare direttamente la prostituzione, l'assurda imposizione del celibato ha portato a doversi arrangiare alla meglio coloro che non sono in grado di sottostare al precetto ed i seminari, le case di accoglienza di orfani, sordomuti, bambini abbandonati si sono dimostrate capaci di fornire la materia prima. Tanto che quella che viene contrabbandata come una degenerazione dei tempi nostri è da sempre fin troppo ben conosciuta.
A parlarne a chiare lettere (latine ovviamente e quindi chiare solo a chi deve intenderle) è il codice di diritto canonico del 1917 che per il "Crimen sollicitazionis ad turpia" (invito a commettere cose turpi) prevede che "Colui che avrà commesso qualsiasi crimine di sollecitazione del quale parla il canone 904 sia sospeso dalla celebrazione della Messa e dall'ascolto delle confessioni sacramentali e, secondo la gravità del delitto, sia dichiarato inabile a ricevere le stesse, sia privato di tutti i benefici, dignità, voce attiva e passiva, e sia dichiarato inabile a tutto ciò e nei casi più gravi sia sottoposto a degradazione". Ma evidentemente, ritenendo tali sanzioni troppo pesanti per una tanto innocua bagatella, già il nuovo Codice del 1983 le riduce alla "sospensione, con divieti, privazioni e, nei casi più gravi, la dimissione dallo stato clericale". Non sappiamo quali siano questi casi più gravi perchè mai nessuno ha subito la pena prevista. Forse è necessario che la vittima muoia durante la violenza, possibilmente davanti ad almeno una mezza dozzina di testimoni.
Ma cosa è successo nel frattempo? Vediamo le poche cose che sono trapelate.
In un documento del 1962 titolato appunto Crimen Sollicitationis e redatto dal cardinale Ottaviani, corredato dal sigillo di Angelo Roncalli, "il papa buono" guarda un po', si stabiliva che sia chi commetteva l'abuso che chi lo subiva dovessero mantenere il più assoluto riserbo. La violazione del segreto avrebbe portato alla scomunica, anche della vittima. Ed era il Papa Buono a imporlo, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se fosse stato quello Cattivo.
Agosto 1963, Paolo VI regnante: il reverendo americano Gerald Mc Fitzgerald, il giorno dopo un'udienza con papa Montini durante la quale quest'ultimo gli aveva chiesto una sua opinione sulla situazione della Chiesa nel suo paese, gli scrive una lettera nella quale lo invita a rimuovere dall'incarico alcuni preti pedofili e a sconsacrare i colpevoli recidivi, senza ottenere risposta alcuna. Il portavoce dell'arcidiocesi di Los Angeles ci informa che "è improbabile che Paolo VI abbia perfino visto la missiva". Tenendo conto che la lettera (cinque pagine) è stata quasi sicuramente redatta in Vaticano ci riesce difficile capire perchè il papa, che nello stesso Vaticano risiede, non abbia potuto averla e su quali basi il portavoce, tale Tod Tamberg, possa fare un'affermazione del genere. Probabilmente perchè informato dallo Spirito Santo, al quale, già dai vangeli sappiamo che sono affidate operazioni di bassa manovalanza.
Stesso silenzio ipocrita anche da parte del Woytila "santo subito" sui casi Hans Hermann Groer, Julius Paetz, John Magee, Edward Nowak, Maciel Degollado, Gilbert Gauthe, Lawrence Murphy, Bernard Francis Law e più in generale delle chiese irlandese, americana e australiana allora nell'occhio del ciclone.
E l'ineffabile Ratzinger? Nel maggio 2001 invia una lettera confidenziale a tutti i vescovi cattolici invitandoli a nascondere gli abusi sessuali sui minori fino a 10 anni dopo che questi non abbiano raggiunto la maggiore età, pena la scomunica.
Ma scriba e farisei ipocriti continueranno a martellarci le orecchie con le lodi di un Pontefice e di una Chiesa calunniati e oltraggiati.
E noi replichiamo allora provando a chiudere le orecchie e ad aprire il cervello.


Bonnie Tyler : Total Eclipse of The Heart

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venerdì 12 marzo 2010

Mamma mia dammi cento lire...

Debito pubblico italiano al 1° Gennaio 2010:
€ 1.787.800.000.000

Prodotto interno lordo 2009 su 2008: -5,1%

Fatturato industria 2009 su 2008: -18,7%


Ordinativi industria 2009 su 2008: -22,4%

Fallimenti societari 2009 su 2008: +23%

Mutui non onorati alla scadenza periodica: 23%

Affitti non pagati alla scadenza mensile: 18%

Tasso ufficiale di disoccupazione: 8,5%


Gli italiani in cerca di lavoro risultano a dicembre 2 milioni 138 mila cui va aggiunto un ulteriore numero imprecisato e imprecisabile di persone che ha rinunciato a iscriversi alle Agenzie del Lavoro statali o a alle agenzie interinali private e sopravvive arrangiandosi più o meno legalmente.
I cittadini che vivono ufficialmente al di sotto della soglia di povertà alimentare, un modo fiorito per evitare di dire che soffrono la fame, hanno intanto superato i tre milioni. E tale soglia è stabilita in 222,29 euro, ovvero 7,41 euro giornalieri per l'insieme di colazione pranzo e cena. Meditiamo!
In Italia (uno degli Otto Grandi, non dimentichiamolo) il reddito medio pro capite è il sestultimo tra i paesi OCSE europei, precedendo solamente quelli di Portogallo, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Meditiamo!
Nonostante questi che sono dati ufficiali e che dimostrano una caduta verticale e irreversibile della nostra economia (con tutti gli indici di ripresa che vedono l'Italia ostinatamente abbarbicata agli ultimi posti) un governo impotente ed i suoi trombettieri continuano a sgolarsi che la crisi è mondiale e che l'Italia ne sta uscendo meglio degli altri paesi.
E infatti, a riprova delle loro affermazioni, ultimamente è dato di assistere ad episodi che definire inquietanti è forse poco.
Un paio di mesi fa il consolato americano di Milano ha negato il visto di ingresso negli USA ad un ciclista professionista della provincia di Sondrio, Luca Damiani, qualificandolo, vista la professione esercitata e lo stato dell'economia italiana, come "potenziale clandestino".
Un Mohammed padano, per intenderci.
Il primo.
Intanto la casa editrice americana Hasbro ha sospeso la cessione dei diritti editoriali alla padana Armenia Editrice, qualificando l'Italia come "paese ad alto rischio".
Un tempo usava dire che "la Cina è vicina", e la Cina è arrivata. Oggi possiamo dire che l'Argentina è vicina.
Che arrivi anche essa?
Los Bravos : Black is Black
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giovedì 11 marzo 2010

Il rovescio del diritto.

Mi riesce difficile credere che dopo l'ultima indecente pochade allestita sul ripescaggio delle liste elettorali PdL i pochi ultimi ingenui rimasti possano ancora credere alla dicotomia bianco-nero, buono-cattivo, comunista-liberale, onesto-farabutto.
Lo spregio assoluto che si è fatto della Legge (che è l'unico collante di una democrazia) è l'ennesima dimostrazione, con allegato ceffone in faccia al Popolo Sovrano, che quello che governa l'Italia non è che un unico sistema gangsteristico-affaristico-mafioso dove partiti politicamente rivali si sono trasformati in "parti" di una organizzazione che ha il solo scopo di spartirsi territorialmente le spoglie del paese.
Non starò ad esaminare lo svolgersi della faccenda ma cercherò di occuparmi di quegli aspetti che più hanno caratterizzato quello che ormai possiamo considerare l'ultimo spartiacque, superato, tra democrazia e cialtroneria dittatoriale alla Ceaucescu.
Neppure il fascismo, che pure poteva vantare un sostegno popolare che gli odierni quaqquaraqquà che si sono impadroniti dell'amministrazione dello Stato neppure si sognano, è mai giunto ad un tale grado di ignominia. Mussolini seppe assumersi pubblicamente la responsabilità dell'omicidio Matteotti e le leggi in vigore potevano essere sì aggirate dai potenti, ma mai messe in ridicolo o cancellate ex post ad esclusivo vantaggio di un delinquente abituale o della sua cricca che, poveri meschinelli corruttori e corrotti, ne professano strillando il più sacrale rispetto.
Confesso che avrei preferito una vera dittatura alla satrapia che sta infettando come un pus marcio una società peraltro da sempre ben disposta verso il servilismo.
La prova più lampante viene dai "maîtres à penser" della stampa nostrana dopo la bocciatura delle liste PdL da parte delle commissioni di verifica.
Qualcuno ha definito "ridicolo" il fatto che sia chiusa la porta all'orario previsto dalla legge impedendo la consegna della lista Polverini nel Lazio. Non è per niente ridicolo invece il fatto che avendo settimane a disposizione per poter consegnare liste e firme, in questo mercato delle vacche, (è consentita sia l'interpretazione letterale che quella simbolica) si si sia atteso come sempre (e oltre) l'ultimo momento per l'ultimo rilancio.
"Occhiuto" viene definito invece il controllo, previsto dalla legge, sulla regolarità delle firme, 514 delle quali sono risultate contraffatte, nella lista Formigoni. Niente da ridire ovviamente su chi ha falsificato le firme, cosa che fino ad ieri, oggi non saprei, era reato. Beh, ovviamente anche il controllo della Guardia di Finanza sugli evasori o della Polizia sui malviventi deve essere considerato "occhiuto" e quindi, sù, un bel decreto, tanto Napolitano lo firma, e via, "tutti a casa, davanti al televisore!"
Visto che casualmente è caduto nel discorso, corre l'obbligo di due parole sull'eroico comportamento di Giorgio "von Hindenburg" Napolitano, Supremo Garante della Costituzione. Come è ormai uso, il Nostro, da arbitro imparziale, ha collaborato direttamente alla stesura di quell'obbrobrio giuridico e democratico che è il cosiddetto decreto "salvaliste" (sventatamente dimenticandosi che la decretazione in materia elettorale è vietata dall'art. 72 della Costituzione in linea generale e dalla legge 400/88 in particolare), provvedendolo della necessaria firma, come un ladro, nella notte. Per risultare ancora più incostituzionale il decreto prevede la riammissione delle liste del PdL, ma non delle altre escluse che pur si trovino nella medesima condizione giuridica.
Con un simile Garante è forse il caso di cominciare ad organizzare turni di guardia notturni.
Sarebbe anche consigliabile farlo sottoporre ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio dopo aver letto la sua sconclusionata ed incomprensibile lettera di giustificazione, sempre che questa non sia stata scritta, più probabilmente, dalla badante polacca.
Ovviamente, nonostante il dispiegarsi di tanti nobili intendimenti, con il Presidente del Consiglio ed il ministro della Difesa a minacciare il golpe se le loro liste non fossero state riammesse, la Suprema Corte sarà costretta a dichiarare incostituzionale il decreto, così che Lazio e Lombardia dovranno tornare alle urne l'anno prossimo, con ulteriore spreco di denaro pubblico, ma nel frattempo il nostro "amato" Premier (via, un piccolo sforzo, tanto per abituarci) ha mostrato una volta ancora i suoi flaccidi muscoli di settantaquattrenne.
E se ne sono visti immediatamente i risultati.
Il presidente della Prima Commissione della Corte d'Assise di Roma, Anna Argento, rea di aver escluso a norma di legge la lista Polverini, è stato denunciato per abuso d'ufficio, mentre il noto picchiatore fascista Ignazio La Russa ha cacciato in malo modo tale Rocco Carlomagno che ad una conferenza stampa di Berlusconi si era permesso di fare domande sul decreto PdL e sull'ennesimo scandalo finanziario a luci rosse riguardante la cricca di Guido Bertolaso e la spartizione di denaro degli italiani per il mancato G8 alla Maddalena.
Ma l'opposizione, direte voi, l'opposizione?
Beh, l'unico neurone rosso rimasto tra le fila dei diversamente concordi emette flebili belati contro Berlusconi e difende Napolitano, ritenendolo ancora in quota Pd.
Anche il Partito Nazionale Fascista lo riteneva in quota propria quando era iscritto al GUF di Napoli.
E' triste a dirsi ma , viste le reazioni, appare ovvio che ci stanno prendendo per sfinimento.
Phil Collins : One More Night
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mercoledì 10 febbraio 2010

Memoria o oblio.

Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”.
A. Gramsci
Legge 20 luglio 2000, n. 211
(in GU 31 luglio 2000, n. 177)
(Ovvero come dimostrarsi razzisti professandosi anti.)
Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti

Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
Il "giorno della memoria", se "un giorno" della memoria deve esistere, visto che i ricordi vengono cancellati solo se lo si vuole, non dovrebbe limitarsi a rammentare agli uomini l'infame sterminio di parte del popolo ebraico durante la Seconda Guerra mondiale compiuto da altri uomini. Il giorno della memoria non dovrebbe dimenticare che la stessa sorte ha accomunato a sei milioni di ebrei un numero di poco inferiore di zingari, omosessuali, malati di mente o fisicamente handicappati.
Forse che costoro non avevano la medesima dignità?
Il giorno della memoria dovrebbe condividere il ricordo tutte le vittime innocenti dei genocidi del nostro secolo e di quelli precedenti: Vietnamiti, Afgani, Ceceni, Curdi, Armeni, popolazioni coloniali, Albigesi, fino ai nativi americani e oltre, altrimenti rischia di diventare solo implicita autorizzazione a quel popolo eletto ad applicare su altri uomini quanto imparato nei campi di sterminio.
E quando un israeliano che uccide un ragazzo tredicenne solo perchè lancia sassi contro la sua auto viene condannato a pochi mesi di servizio sociale, quando un reparto militare seppellisce ancor vivi i palestinesi feriti in una scaramuccia senza che nessuno venga punito per l'orrenda azione, quando soldati di ronda, così per farsi due risate, gettano bombe lacrimogene all'interno di aule scolastiche gremite di bambini palestinesi, siamo sulla buona strada. Non è la quantità che conta, anche se può apparire cinico, è il metodo.
Il "tutto è relativo" dell'ebreo Einstein forse non era riferito solo a particolari condizioni fisiche registrate da un osservatore: per esteso può significare che, variato il sistema di riferimento, oggi si può essere ebrei e domani magari nazisti.
Enrico Ruggeri : Il portiere di notte.
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Alla Salute degli Italiani.

Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”.
A. Gramsci
Ricordate la massiccia campagna di terrorismo mediatico scatenata allorchè in Cina si verificò il passaggio del virus H5N1 dai polli all'uomo, la celebre "aviaria"? Sembrò che una peste di tipo medievale stesse per abbattersi sul mondo intero. Assistemmo ad una gara allo stracciarsi le vesti su giornali e televisioni da parte di esperti più o meno improvvisati, ma comunque certi che il flagello avrebbe devastato l'umanità. Il risultato fu che al di là di un certo numero di casi mortali tra gli allevatori cinesi, che con i polli dividevano cibo e alloggio, nel resto del mondo gli effetti prodotti dal pestilenziale morbo non furono peggiori di quelli prodotti da una normale influenza stagionale. Non così gli effetti economici. Per la sola Italia abbiamo 40 (quaranta!) milioni di dosi di vaccino stipate nelle celle frigorifere dell'Aeronautica Militare in attesa di essere distrutte una volta giunte a scadenza. E' ovvio che non appena accertato che il giochino funziona lo si replichi immediatamente. Per quest' anno i solerti animali che ci avrebbero dovuto trasmettere qualcosa di peggiore della terribile e mai dimenticata "Spagnola" in nuova veste sono stati individuati nei maiali: influenza suina o influenza A, tecnicamente H1N1. E anche stavolta strazianti geremiadi da parte dei catastrofisti e schiere di penitenti in cilicio a fustigarsi. Una delle poche voci fuori dal coro è risultata quella del ministro della Salute polacco Ewa Kopacz che, dinanzi agli imbarazzati colleghi al Parlamento Europeo, si è lanciata in una ardente filippica contro certi giochetti sotterranei che si praticherebbero anche a Bruxelles concludendo con un perentorio: "Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa". La Polonia conseguentemente non ha prodotto nè acquistato il vaccino H1N1. Forse che nell'Unione Europea, oltre agli stranoti pregiudicati vengono eletti anche i pazzi?
Forse.
Ma prima di esprimere un giudizio diamo un'occhiata a questo articolo comparso su Repubblica.it a firma di Adele Sarno. Chissà che non ci aiuti a capire un po' di più.

Vaccino per il virus H1N1, Novartis-Governo Ecco il contratto segreto.

"Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate, sui tempi di consegna, sui prezzi. Ma l'accordo tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto
Novartis è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a rispettare l’accordo con il ministero della Salute. Ma solo fino a quando ciò sia ritenuto "ragionevole". E ancora, se il siero vaccinale è dannoso per la salute “il Ministero è tenuto a tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole, se il vaccino fa male a chi lo assume paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione. Infine, se il prodotto non viene consegnato per mancato ottenimento dell’autorizzazione all’immissione al commercio e di prove cliniche positive, è ancora il Ministero a pagare. Il forfait è di 24 milioni di euro netti.
Il contratto tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto. Lo pubblica il sito del mensile Altreconomia, proprio adesso che Ferruccio Fazio, ministro della Salute, in un’interrogazione ha annunciato che ha annullato metà delle dosi che avrebbe dovuto ricevere dalla Sanofi, cioè 24 milioni.
Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate dalla Novartis, sui tempi di consegna, sui prezzi. L’unica cosa nota dell’accordo con la multinazionale era che la Corte dei conti aveva ‘bacchettato’ il governo perché colpevole di aver accettato clausole troppo favorevoli all’azienda. Fra queste l’assenza di penali, l’acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite.
Il contratto è stato firmato il 21 agosto 2009 tra il direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e l’amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Nel testo si regolamenta l’acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa. Di queste sono state prodotte e consegnate dieci milioni di dosi. Mentre quelle usate sono quasi 900 mila. Il contratto si può leggere e scaricare, sebbene ci sia la presenza di omissis.
Nell’articolo 1 si stabilisce che Novartis è obbligata a produrre e a rispettare il contratto ma solo fino a quando ciò sia ‘ragionevole’. Dove per ‘sforzi commercialmente ragionevoli’ si intende che l’azienda si impegna ad adempiere all’incarico ma che laddove intervengano ‘fattori esulanti dal pieno controllo della Novartis’ l’accordo decade, e lo Stato paga lo stesso (art.3.1). Tra questi: “La disponibilità di uova e di altri materiali e il successo delle sperimentazioni cliniche necessarie a convalidare le caratteristiche di sicurezza e immunogenicità del prodotto”.
La confezione? Decide l’azienda. Ancora, il ministero non è autorizzato ad apportare modifiche alla confezione né a oscurare marchi su di essa. Alterare, oscurare, rimuovere o manomettere il marchio commerciale.La consegna e la spedizione.
La multinazionale – si legge nell’articolo 3 – si impegna a consegnare entro una data concordata il vaccino, ma qualora non sia in grado di consegnare il prodotto basta una comunicazione al Ministero sette giorni prima della scadenza, per ottenere un rinvio concordato tra le parti. E se il ministero si dovesse trovare impossibilitato a ritirare il prodotto Novartis potrà rivenderlo ad altri clienti o fatturare al ministero quanto non ritirato, con la possibilità di rivenderlo comunque dopo 90 giorni.
Articolo 4: garanzie e indennizzi. E se dall’assunzione del vaccino deriva un danno alla salute? L’azienda non è responsabile. Si legge nell’articolo 4.6: “Il Ministero è tenuto a indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole se il vaccino è dannoso paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione. Prezzo. Il prezzo per ciascuna dose di vaccino è pari a 7 euro. Totale: 168 milioni di euro più iva. Il ministero dovrà pagare entro 60 giorni dall’emissione della fattura, su un conto corrente del Monte dei Paschi di Siena (articolo 5).
Cause di forza maggiore. Ministero e azienda non sono responsabili l’uno nei confronti dell’altra se intervengono cause di forza maggiore. Quelle che limitano le responsabilità di Novartis vengono estese a situazioni che dovrebbero invece essere garantite da Novartis, come "epidemie e pandemie", "atti di qualsiasi autorità pubblica", "atti di enti sopranazionali”, come per esempio l’Oms (art. 8.3).
Durata e risoluzione (9.3). Nel caso in cui il vaccino non possa essere consegnato per mancato ottenimento dell’autorizzazione all’immissione al commercio e di prove cliniche positive, il ministero paga Novartis con un forfait: 24 milioni di euro netti.
E per chiudere, nell’articolo dieci, le parti si impegnano a mantenere assoluto riserbo sulle informazioni riservate."
E non vi viene il sospetto che nel Paese dove la mazzetta è elevata a sistema, per ottenere condizioni così scandalosamente favorevoli Novartis non abbia aperto generosamente la scarsella?
Ma noi siamo un popolo di ingenui e, alle stesse condizioni, o perchè no, ancora migliori commissioneremo a Novartis la preparazione del vaccino del prossimo anno.
Quello contro l'influenza dei ... "merli".
Andreas Johnson : Glorious
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martedì 9 febbraio 2010

...catholicam et apostolicam ecclesiam.

Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
A. Gramsci

Nel bel mezzo di quella che appare come l'ultima delle periodiche (fin troppo) guerre di potere che imperversano Oltretevere si sono inseriti gli avvenimenti di cui ho trattato nel post precedente e di cui tratterò stavolta, non prima di aver dato un'occhiata alla situazione del campo di battaglia per il controllo della più importante Merchant Bank planetaria, la Vaticano S.p.A.
Le armate contrapposte appartengono ai due "Principi della Chiesa" (strana evoluzione dell'impegno ad essere i servi dei più umili predicata dal cristianesimo delle origini), cardinali Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, ed Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La posta in palio è alta, molto alta: i quasi mille miliardi di euro provenienti dall'otto per mille italiano, il cosiddetto Obolo di San Pietro, le partecipazioni finanziarie, azionarie, bancarie, le generose provvidenze derivanti dai vari concordati nazionali, tra i quali il solerte governo italiano, così sensibile nel suo vertice, stimolato dal Gentiluomo di Sua Santità Gianni Letta è solito primeggiare.
E quando da uno dei due fronti si spara, si spara a palle incatenate.
Ovviamente a farne le spese sono i peones; il tempo degli omicidi diretti tra contendenti è terminato anche dentro Santa Romana Chiesa, così come le cristiane usanze di far disseppellire talvolta da parte di un pontefice il cadavere del predecessore per farlo trascinare per le vie di Roma o per farlo impiccare o bruciare a seconda dell'uzzolo. Beh, l'elevata legge morale cattolica non si è mai fermata davanti a nulla.
Non credo che stavolta arriveremo a tanto. Per adesso l'unico a farne le spese è stato Dino Boffo ex direttore di Avvenire, al quale un ignobile e falso dossier fabbricato dentro le Sacre Mura e fatto recapitare al Principe degli Sciacalli Vittorio Feltri è costato professione e reputazione. Questo perchè un Berlusconi sotto schiaffo per i suoi divorzi, per le ninfette alla Noemi Letizia o per legioni aviotrasportate di baldracche varie potesse capire che il Vaticano, secondo tariffario, sa capire e perdonare le fragilità della carne. Quelle dei potenti, è ovvio.
Ma veniamo al secondo fatto contemporaneo alla spudorata affermazione della superiorità della
legge morale cattolica: il viaggio dell'ambasciatore straordinario vaticano Berlusconi in Israele.
Tralascerò la scenetta in stile Bagaglino durante la quale uno svaporato presidente Peres ha definito quello che nelle valutazioni ufficiali europee dei premier dell'Unione occupa il ventisettettesimo posto su ventisette, probabilmente solo perchè non esistono strapuntini, come "un leader coraggioso", "il leader più solare mai conosciuto" e che "non è importante ciò che i giornali scrivono ma quello che gli italiani votano. E votandolo gli italiani hanno dimostrato di avere buon gusto". Formidabile questo concetto di democrazia. Chissà se per Peres i tedeschi che elessero liberamente Hitler avevano il medesimo buon gusto.
Qualsiasi considerazione psicologica sugli effetti della demenza senile risulta superflua.
Ma ciò che del genuflesso Quisling italiano ha più colpito è stato il martellante ribadire le radici giudaico-cristiane dell'Europa. Non ci è difficile ammettere che l'ignoranza storica del Bagonghi di Arcore sia abissale, ma per fare affermazioni del genere occorre una faccia, come cantava De Andrè a proposito del cuore dei nani, "troppo vicina al buco del culo". Noi non sappiamo in effetti chi abbia piantato, se qualcuno lo ha fatto, le "radici" dell'Europa moderna, sappiamo però che se queste non fossero state innaffiate dal sangue sparso dai Cristiani Pontefici non avrebbero potuto attecchire. Lo sterminio dei pagani invocato da Leone Magno, le stragi dei cosiddetti eretici, coloro cioè che non condividevano le idee di Papi usurpatori, assassini, incestuosi o atei, quelle degli Ugonotti, degli Albigesi, o quello più ancora vergognoso delle cosiddette "streghe" hanno sicuramente nutrito con abbondanza di sangue quelle radici. Così come il rituale olocausto degli ebrei del Reno che ha dato il via ad ogni Crociata. O la distruzione delle cristiane Zara e Costantinopoli ed i massacro dei loro abitanti nel quarto tentativo di riconquista del Santo Sepolcro.
E' questo che si intende affermare quando si sproloquia di Radici Cristiane? Che lo dica allora!
Quello che gli altri popoli europei hanno metabolizzato del dominio ecclesiastico non deve essere negato agli italiani, se non vogliamo che questo sia un eterno popolo a balia! E' giunta l'ora di disfarsi di chi si proclama padrone morale o civile della Nazione.

Ribellarsi è lecito!


http://italiadallestero.info/archives/8925

Cindy Lauper : Time After Time


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sabato 6 febbraio 2010

Unam sanctam.

C'è veramente un qualcosa di eroico, una irresistibile vocazione masochichistica al martirio (morale) nel modo in cui i pontefici cullano i loro disperati sogni di sgangherato revanscismo che possa riportarli al dominio dell'umanità. L'ultimo esempio è stato fornito dalla rivendicazione di Joseph Ratzinger che "La legge morale vale anche per i non credenti".
Questi ultimi come si sa ne sono completamente privi.
E quale sarebbe questa cosiddetta legge morale? Ma quella di Santa Romana Chiesa, s'intende! Quella dell'unica Istituzione che nei millenni ha saputo darne testimonianza, massacrando, bruciando, scannando in proprio o appaltandone i lavori, milioni di credenti e non credenti. Cosa che questi ultimi, privi a differenza della Santa Chiesa di una "legge morale", si sono ben guardati dal fare.
E' di questi giorni l'ennesima infamante scoperta degli stupri compiuti sugli studenti delle scuole superiori cattoliche in Germania da parte di sacerdoti e insegnanti, che vanno ad aggiungersi a quelli accertati in Italia, Irlanda e Stati Uniti e che saranno accertati altrove. Quegli stupri per i quali una direttiva dello stesso Pastore Tedesco, di integerrima moralità, è risaputo, imponeva il silenzio a chi ne fosse venuto a conoscenza.
E questo sarebbe parte della "legge morale" rivendicata dal celebre voltagabbana bavarese? Pare di sì, visto che contro gli autori di simili scellerataggini non si prendono provvedimenti e anzi si continua a imporre una assurda continenza ai religiosi, negando loro la possibilità del matrimonio, cosa mai passata per la testa del "Gesù di Nazareth" (locuzione di cui sappiamo che almeno la seconda parte è falsa), così come men che mai gli sarebbe potuta passare per la testa una struttura militaresca quale quella che ha preso il suo nome. Ed anche Paolo di Tarso (chiunque in realtà egli sia stato), vero inventore del Cristianesimo, era contrario al celibato del clero. Ma la Chiesa, infischiandosene di ambedue, ha fissato la Sua "legge morale" ed eccone le conseguenze.
Vigiliamo almeno per evitare "che i pargoli vadano a loro".
Per chi volesse avere un'idea più precisa della "legge morale" della Chiesa torno a consigliare la lettura della "Storia criminale del cristianesimo" di Karlheinz Deschner della quale è in uscita il nono e penultimo volume. In totale quasi quattromila pagine che illustrano in maniera inappuntabile a quali sublimi vette attinga questa legge.
Umberto Tozzi : Notte rosa
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