Per festeggiare la recente uscita in Italia del nono e la prossima in Germania del decimo volume della "Storia criminale del Cristianesimo" di Karlheinz Deschner la Chiesa Cattolica ha voluto rendere omaggio al grande storico tedesco fornendogli il materiale per un'ampia appendice se non per un imprevisto undicesimo tomo. La discutibile e stravagante applicazione fatta dal clero mondiale del precetto contenuto nel vangelo di Marco 9,42 "sinite parvulos venire ad me" nei confronti di minori indifesi e a volte handicappati giustifica un processo, se non giudiziario che in molti, troppi paesi non avverrà mai, almeno storico. Ovviamente la formidabile macchina da guerra vaticana ha già iniziato a sparare bordate contro questa eventualità, rovesciando con la solita ipocrisia di sempre i ruoli e cercando di far apparire i carnefici come vittime e le vittime come carnefici. Ed eccola lanciarsi in spericolate accuse di complottismo e con il vescovo di Grosseto, Giacomo Babini, che evidentemente preferisce la grappa all'acqua durante la celebrazione della messa, giunge addirittura a definire lo scandalo della pedofilia " un attacco sionista, visto la potenza e la raffinatezza" mentre due parassiti dello Stato Italiano, i "principi della Chiesa (dei poveri)" Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco, seguiti dalla solita canea di parlamentari, giungono a mettere sullo stesso piano pedofilia ed omosessualità e a liquidare la faccenda come un vergognoso attacco alla figura dell'angelico Ratzinger. Vedremo come l'"angelico" Ratzinger abbia da sempre protetto gli autori di tali misfatti, e come lui lo abbia fatto buona parte dei suoi predecessori, rovesciando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, il detto di Gesù agli apostoli (Matteo 10,16) " vi mando come pecore tra i lupi" in un più cogente, riferito alla struttura consolidata della Chiesa, " vi mando come lupi tra le pecore".
Dacchè è cessata l'usanza dei monasteri misti e da quando agli ordini femminili è stato vietato di gestire bordelli e di praticare direttamente la prostituzione, l'assurda imposizione del celibato ha portato a doversi arrangiare alla meglio coloro che non sono in grado di sottostare al precetto ed i seminari, le case di accoglienza di orfani, sordomuti, bambini abbandonati si sono dimostrate capaci di fornire la materia prima. Tanto che quella che viene contrabbandata come una degenerazione dei tempi nostri è da sempre fin troppo ben conosciuta.
A parlarne a chiare lettere (latine ovviamente e quindi chiare solo a chi deve intenderle) è il codice di diritto canonico del 1917 che per il "Crimen sollicitazionis ad turpia" (invito a commettere cose turpi) prevede che "Colui che avrà commesso qualsiasi crimine di sollecitazione del quale parla il canone 904 sia sospeso dalla celebrazione della Messa e dall'ascolto delle confessioni sacramentali e, secondo la gravità del delitto, sia dichiarato inabile a ricevere le stesse, sia privato di tutti i benefici, dignità, voce attiva e passiva, e sia dichiarato inabile a tutto ciò e nei casi più gravi sia sottoposto a degradazione". Ma evidentemente, ritenendo tali sanzioni troppo pesanti per una tanto innocua bagatella, già il nuovo Codice del 1983 le riduce alla "sospensione, con divieti, privazioni e, nei casi più gravi, la dimissione dallo stato clericale". Non sappiamo quali siano questi casi più gravi perchè mai nessuno ha subito la pena prevista. Forse è necessario che la vittima muoia durante la violenza, possibilmente davanti ad almeno una mezza dozzina di testimoni.
Ma cosa è successo nel frattempo? Vediamo le poche cose che sono trapelate.
In un documento del 1962 titolato appunto Crimen Sollicitationis e redatto dal cardinale Ottaviani, corredato dal sigillo di Angelo Roncalli, "il papa buono" guarda un po', si stabiliva che sia chi commetteva l'abuso che chi lo subiva dovessero mantenere il più assoluto riserbo. La violazione del segreto avrebbe portato alla scomunica, anche della vittima. Ed era il Papa Buono a imporlo, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se fosse stato quello Cattivo.
Agosto 1963, Paolo VI regnante: il reverendo americano Gerald Mc Fitzgerald, il giorno dopo un'udienza con papa Montini durante la quale quest'ultimo gli aveva chiesto una sua opinione sulla situazione della Chiesa nel suo paese, gli scrive una lettera nella quale lo invita a rimuovere dall'incarico alcuni preti pedofili e a sconsacrare i colpevoli recidivi, senza ottenere risposta alcuna. Il portavoce dell'arcidiocesi di Los Angeles ci informa che "è improbabile che Paolo VI abbia perfino visto la missiva". Tenendo conto che la lettera (cinque pagine) è stata quasi sicuramente redatta in Vaticano ci riesce difficile capire perchè il papa, che nello stesso Vaticano risiede, non abbia potuto averla e su quali basi il portavoce, tale Tod Tamberg, possa fare un'affermazione del genere. Probabilmente perchè informato dallo Spirito Santo, al quale, già dai vangeli sappiamo che sono affidate operazioni di bassa manovalanza.
Stesso silenzio ipocrita anche da parte del Woytila "santo subito" sui casi Hans Hermann Groer, Julius Paetz, John Magee, Edward Nowak, Maciel Degollado, Gilbert Gauthe, Lawrence Murphy, Bernard Francis Law e più in generale delle chiese irlandese, americana e australiana allora nell'occhio del ciclone.
E l'ineffabile Ratzinger? Nel maggio 2001 invia una lettera confidenziale a tutti i vescovi cattolici invitandoli a nascondere gli abusi sessuali sui minori fino a 10 anni dopo che questi non abbiano raggiunto la maggiore età, pena la scomunica.
Ma scriba e farisei ipocriti continueranno a martellarci le orecchie con le lodi di un Pontefice e di una Chiesa calunniati e oltraggiati.
E noi replichiamo allora provando a chiudere le orecchie e ad aprire il cervello.
Bonnie Tyler : Total Eclipse of The Heart
Dacchè è cessata l'usanza dei monasteri misti e da quando agli ordini femminili è stato vietato di gestire bordelli e di praticare direttamente la prostituzione, l'assurda imposizione del celibato ha portato a doversi arrangiare alla meglio coloro che non sono in grado di sottostare al precetto ed i seminari, le case di accoglienza di orfani, sordomuti, bambini abbandonati si sono dimostrate capaci di fornire la materia prima. Tanto che quella che viene contrabbandata come una degenerazione dei tempi nostri è da sempre fin troppo ben conosciuta.
A parlarne a chiare lettere (latine ovviamente e quindi chiare solo a chi deve intenderle) è il codice di diritto canonico del 1917 che per il "Crimen sollicitazionis ad turpia" (invito a commettere cose turpi) prevede che "Colui che avrà commesso qualsiasi crimine di sollecitazione del quale parla il canone 904 sia sospeso dalla celebrazione della Messa e dall'ascolto delle confessioni sacramentali e, secondo la gravità del delitto, sia dichiarato inabile a ricevere le stesse, sia privato di tutti i benefici, dignità, voce attiva e passiva, e sia dichiarato inabile a tutto ciò e nei casi più gravi sia sottoposto a degradazione". Ma evidentemente, ritenendo tali sanzioni troppo pesanti per una tanto innocua bagatella, già il nuovo Codice del 1983 le riduce alla "sospensione, con divieti, privazioni e, nei casi più gravi, la dimissione dallo stato clericale". Non sappiamo quali siano questi casi più gravi perchè mai nessuno ha subito la pena prevista. Forse è necessario che la vittima muoia durante la violenza, possibilmente davanti ad almeno una mezza dozzina di testimoni.
Ma cosa è successo nel frattempo? Vediamo le poche cose che sono trapelate.
In un documento del 1962 titolato appunto Crimen Sollicitationis e redatto dal cardinale Ottaviani, corredato dal sigillo di Angelo Roncalli, "il papa buono" guarda un po', si stabiliva che sia chi commetteva l'abuso che chi lo subiva dovessero mantenere il più assoluto riserbo. La violazione del segreto avrebbe portato alla scomunica, anche della vittima. Ed era il Papa Buono a imporlo, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se fosse stato quello Cattivo.
Agosto 1963, Paolo VI regnante: il reverendo americano Gerald Mc Fitzgerald, il giorno dopo un'udienza con papa Montini durante la quale quest'ultimo gli aveva chiesto una sua opinione sulla situazione della Chiesa nel suo paese, gli scrive una lettera nella quale lo invita a rimuovere dall'incarico alcuni preti pedofili e a sconsacrare i colpevoli recidivi, senza ottenere risposta alcuna. Il portavoce dell'arcidiocesi di Los Angeles ci informa che "è improbabile che Paolo VI abbia perfino visto la missiva". Tenendo conto che la lettera (cinque pagine) è stata quasi sicuramente redatta in Vaticano ci riesce difficile capire perchè il papa, che nello stesso Vaticano risiede, non abbia potuto averla e su quali basi il portavoce, tale Tod Tamberg, possa fare un'affermazione del genere. Probabilmente perchè informato dallo Spirito Santo, al quale, già dai vangeli sappiamo che sono affidate operazioni di bassa manovalanza.
Stesso silenzio ipocrita anche da parte del Woytila "santo subito" sui casi Hans Hermann Groer, Julius Paetz, John Magee, Edward Nowak, Maciel Degollado, Gilbert Gauthe, Lawrence Murphy, Bernard Francis Law e più in generale delle chiese irlandese, americana e australiana allora nell'occhio del ciclone.
E l'ineffabile Ratzinger? Nel maggio 2001 invia una lettera confidenziale a tutti i vescovi cattolici invitandoli a nascondere gli abusi sessuali sui minori fino a 10 anni dopo che questi non abbiano raggiunto la maggiore età, pena la scomunica.
Ma scriba e farisei ipocriti continueranno a martellarci le orecchie con le lodi di un Pontefice e di una Chiesa calunniati e oltraggiati.
E noi replichiamo allora provando a chiudere le orecchie e ad aprire il cervello.
Bonnie Tyler : Total Eclipse of The Heart
